Le Cantine Statti di Lamezia Terme incontrano gli agenti e i clienti del distributore tedesco Abayan

Nel cuore della Piana di Lamezia Terme, dove la tradizione agricola calabrese si fonde armoniosamente con l’innovazione, le Cantine Statti rappresentano da generazioni un’eccellenza enologica della Calabria. Una realtà che affonda le sue radici in oltre duecento anni di storia familiare, portando avanti con passione e competenza la valorizzazione dei vitigni autoctoni e del territorio.

Proprio in questo contesto, nei giorni scorsi, le Cantine Statti hanno avuto il piacere di ospitare una delegazione di agenti e clienti del prestigioso distributore tedesco Abayan, tra i più importanti attori europei nella diffusione di vini di qualità.

L’incontro, organizzato tra i filari dei vigneti e le sale di degustazione della tenuta, è stato un momento prezioso di confronto, scoperta e condivisione. Gli ospiti hanno potuto vivere da vicino l’autenticità della produzione Statti: dalla cura delle uve autoctone come il Gaglioppo, il Greco bianco e il Mantonico, fino alla vinificazione e all’affinamento, che avvengono con rigore e rispetto per l’identità calabrese.

Durante la visita, è stato possibile approfondire le caratteristiche della linea Statti, che da anni conquista i palati internazionali per la sua eleganza, struttura e profonda espressione del territorio. L’evento si è concluso con una degustazione guidata che ha permesso agli ospiti di apprezzare al meglio l’equilibrio e la qualità delle etichette, alcune delle quali già presenti con successo sul mercato tedesco.

L’incontro con Abayan si inserisce in un progetto di apertura strategica verso i mercati esteri, sempre più interessati a prodotti autentici e identitari. Le Cantine Statti si confermano così ambasciatrici della Calabria del vino, raccontando con ogni bottiglia una storia fatta di tradizione, passione e innovazione sostenibile.

Un’esperienza che rafforza le collaborazioni internazionali e apre nuove prospettive per far conoscere il meglio della viticoltura calabrese nel mondo.

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di NAIMA DI MARI